E’ obbligatorio un contatore d’acqua per ogni appartamento?

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Sì, il decreto ministeriale del 4 marzo 1996 impone l’obbligo di installare dei contatori di ripartizione del consumo dell’acqua in ogni singola unità abitativa, e pertanto si applica qualora non sia stato previsto diversamente da qualche clausola in merito presente nel regolamento condominiale sottoscritto dai condomini.

Quindi ogni condomino, in assenza di diverse disposizioni in tale regolamento, può far imporre a tutti gli altri condomini l’installazione dei contatori di ripartizione. Se non vi riesce amichevolmente nell’assemblea di condominio chiedendo di mettere l’argomento all’ordine del giorno e illustrando chiaramente i vantaggi della cosa, può farlo anche tramite un’ordinanza del Giudice di Pace competente nella materia, e da marzo 2012 può ricorrere alla conciliazione presso gli enti a tale scopo delegati.

Dunque, paradossalmente, un singolo condomino non può offrirsi di installare un proprio contatore dell’acqua ma può obbligare tutti i condomini a farlo, ed in tal caso ogni utente se ne deve dotare a proprie spese. Inoltre, il gestore idrico deve permettere all’utenza la possibilità di ottenere un contatore autonomo per ogni singola unità immobiliare, come accade per l’energia elettrica.

In assenza dei contatori dell’acqua nei singoli appartamenti, la ripartizione delle spese avviene di solito in base al valore millesimale dell’appartamento oppure in base al numero dei residenti in esso. Ciò, evidentemente, è sovente causa di litigi ed a volte di veri e propri abusi, oltre ad agevolare gli sprechi di acqua, in quanto nessuno si sente obbligato al risparmio perche tanto la spesa sarà ripartita tra tutti.

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